Presentazione Edizione 2016

La XX edizione del Festival Quartieri dell’Arte coincide con la conclusione del ciclo “Ci sarò non ci essendo come ci sarò essendoci”, forse il più importante del Festival dalla sua fondazione, con la comparazione tra gli approcci politecnici e polivocali del teatro rinascimentale con quelli del teatro contemporaneo. E’ stato un ciclo provocatorio che ha associato scientemente eventi spettacolari e grandiosi a oggetti non finiti, parti o sezioni di processo creativo mostrato, appunto, nel suo evolversi, con una scelta dei modelli di riferimento dichiaratamente ambigua e ambivalente: da un lato abbiamo guardato ai grandi spettacoli del Rinascimento, alla magnifica processione teatrale del Corpus Domini di Pio II del 1462, dall’altro alla Biennale Teatro di Carmelo Bene del 1989. Abbiamo agito e vogliamo agire suscitando la sorpresa per uno spettacolo inaspettato ma anche per shock dovuto alla sottrazione, un gesto “politico” che dice che non si può sopperire alla mancanza di risorse nel processo creativo con la fantasia e che perfino la fantasia ha un costo che passa per il riconoscimento di ruoli e pratiche e per la loro sopravvivenza.

Il ciclo “Ci sarò non ci essendo come ci sarò essendoci” ha marcato il passaggio del Festival da un approccio text-based a un approccio language-based e ha permesso, grazie anche all’apporto costituito dal progetto EU Collective Plays! co-finanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea, di rendere unico Quartieri dell’Arte, insieme alla Società che lo organizza, come centro di eccellenza per la produzione di opere collettive e polivocali. Il progetto coordinato dall’ente organizzatore del Festival sta sviluppando 9 opere con alcuni dei maggiori drammaturghi al mondo, affiancati da giovani autori emergenti o anche all’inizio della loro carriera. Solo nelle officine del Festival sono in via di evoluzione le opere “Il tempo libero” di Gian Maria Cervo e dei fratelli Presnyakov e “Narcissus” di Alberto Bassetti, James Bidgood, Michel Marc Bouchard, Gian Maria Cervo, Chris Goode, Antonio Ianniello e Anna Romano.

Quest’edizione 2016 di QdA accoglie alcune delle figure chiave che hanno dato forma e prestigio al Festival e disegna allo stesso tempo gli scenari futuri della manifestazione, con l’idea che i cicli che hanno attraversato la storia di Quartieri stiano, tra loro, in un rapporto di approfondimento: del grande drammaturgo norvegese Jon Fosse, introdotto in Italia nel 2001 dalla nostra iniziativa, viene proposta in prima mondiale, in versione sia italiana che norvegese, l’opera “Det er Ales” in coproduzione con Det Norske Teatret, Teatro Nazionale di Oslo; la leggendaria compagnia catalana la Fura dels Baus porta in scena “Free Bach 212” un ibrido tra un pezzo di drammaturgia contemporanea, un concerto, una festa campestre della birra e una fiera, in un allestimento site-specific alla ex-Chiesa di Santa Maria delle Fortezze, il luogo che anticamente accoglieva le fiere della Città di Viterbo; ancora nell’ottica di un recupero dei tratti dimenticati del territorio si pongono gli spettacoli “Pericle, principe di Tiro” con la regia di Lorenzo D’Amico de Carvalho, nei luoghi di Goffredo da Viterbo, principale fonte, grazie alla mediazione di John Gower, del testo shakespeariano e “Il colore del sole” dal romanzo su Caravaggio di Andrea Camilleri adattato per il palcoscenico da Gian Maria Cervo per la regia di Franco Eco.

I progetti speciali del Festival si sviluppano grazie a collaborazioni con partner vecchi e nuovi: Shakespeare Lives in collaborazione con il British Council celebra i 400 anni dalla morte di William Shakespeare con allestimenti di testi del Bardo associati alla messa in scena di eleganti riscritture; Hybrid Plays, A Cultural Translation Project, in collaborazione con Allianz Kulturstiftung di Berlino propone l’incontro drammaturgico tra autori senior e junior di diversa nazionalità nell’ottica di affrontare la traduzione da contesto culturale a contesto culturale; Fashion for Theatre porta marchi della moda e stilisti prestigiosi e emergenti a lavorare su progetti teatrali; il progetto Carlo Vincenti celebra il grande pittore viterbese a 70 anni dalla sua nascita e quasi a 40 dalla morte.

Tutti questi progetti si intersecano con le loro sperimentazioni politecniche e polivocali con EU Collective Plays! che l’ente organizzatore del Festival realizza insieme ai suoi prestigiosi partner: la Fura dels Baus, la FOPSIM di Malta, la KHIO di Oslo, Prime Cut Productions di Belfast, Forteresse di Bruxelles, il Teatro Reale di Zetski Dom del Montenegro e gli italiani di Gramigna.

In questo percorso di crescita costante è vitale consolidare ulteriormente il rapporto con le istituzioni che da molti anni sostengono Quartieri dell’Arte: il Mibact che già lo scorso anno ha incrementato il supporto al Festival, la Regione Lazio che per molti anni è stato il principale sostenitore di QdA, i Comuni di Viterbo e Vitorchiano, la Fondazione Carivit e altri prestigiosi sponsor e fondazioni che permettono a Quartieri di costituirsi come un ibrido tra festa e laboratorio, per attrarre un pubblico sempre crescente, anche dal punto di vista della consapevolezza.